Anniversario Giornata della Pace - 21 Settembre 2007


ARTICOLO SU " VITA NUOVA" DEL 14.09.07 di Rosalba Trevisani del Centro UNESCO di TRIESTE

Importante anniversario il prossimo 21 settembre, proclamato all’unanimità, fin dal lontano 1981, Giornata internazionale della pace dall’assemblea generale delle Nazioni Unite.

Sono ormai 26, quindi, i compleanni per la Giornata di non- violenza e di cessate- il- fuoco che offrirà ad ognuno di noi un’occasione di riflessione su quello che può essere il nostro personale contributo alla domanda di pace nel mondo, magari partecipando alle numerose manifestazioni e attività commemorative che si terranno dappertutto: negli Uffici delle Nazioni Unite, nelle agenzie governative e non governative, ma anche nei gruppi religiosi o della società civile per promuovere l’ideale di pace e di non violenza.

Quali le vie concrete da percorrere per attualizzare questo ideale? L’ ottica delle Nazioni Unite ne individua un ampio ventaglio, differenziato nelle sue molteplici direzioni: la lotta contro la povertà, la prevenzione dell’AIDS, l’aiuto umanitario, la promozione di diritti dell’uomo, l’ elaborazione di accordi internazionali e di strumenti giuridici, le operazioni di mantenimento di pace, l’aiuto elettorale, l’appoggio alla democratizzazione, la diplomazia preventiva e lo sviluppo economico- sociale.

Ma forse la sintesi sta in una poetica espressione che è l’obiettivo di fondo dell’ UNESCO: costruire la pace nello spirito degli uomini attraverso l’educazione, la scienza, la cultura e la comunicazione. Il Centro UNESCO di Trieste, membro della Federazione mondiale dei centri e club UNESCO, ricorda in questa giornata ERNESTO TEODORO MONETA (1833-1918) a cui il 10 dicembre 1907 fu assegnato il Premio Nobel per la Pace per la coerenza, l’attivismo e il fervore , da lui profusi lungo l’arco di 40 anni per favorire incontri ed accordi di fraternità tra i popoli.

Qualche breve accenno biografico della persona. Nato a Milano da nobile famiglia, infiammato dagli ideali del Risorgimento, Ernesto Teodoro Moneta partecipò alle lotte per l’indipendenza fin dal 1848, a soli quindici anni nell’ insurrezione della città contro gli Austriaci (le Cinque Giornate).

Nel 1859 iniziò a collaborare al Piccolo Corriere d’Italia e - sempre nello stesso anno - legato a Garibaldi, si arruolò tra i Cacciatori delle Alpi, partecipando l’anno successivo alla Spedizione dei Mille in Sicilia.

Le atrocità della guerra lo convinsero presto che i conflitti non servivano a risolvere i contrasti tra i popoli e maturarono in lui quel rifiuto verso ogni tipo di violenza, portandolo a contattare gli ambienti del pacifismo internazionale.

La vista dei morti e dei feriti e l’infelice esito di quella battaglia – confesserà, ripensando al dramma di Custoza – non fecero che confermare, nel mio animo, la condanna delle guerre. Diede voce alle sue convinzioni pacifiste dalle colonne de Il Secolo, che diresse dal 1869 al 1896. Nel 1887 appoggiò la fondazione dell’Unione Lombarda per la Pace, la più importante istituzione del genere nell’ intera storia del pacifismo italiano, e nel 1889 inaugurò a Roma il Primo Congresso Nazionale della Pace. L’anno successivo lanciò l’almanacco L’Amico della Pace, che ebbe grande successo, e nel 1898, fondò la rivista La Vita Internazionale. Nel 1899 partecipò alla prima Conferenza Diplomatica dell’Aja.

Tali iniziative portate avanti con spirito appassionato gli meritarono il conferimento del Nobel per la Pace nel 1907.

Nel 1924, la sua città natale, per onorarlo e ricordarlo alla posterità, gli ha eretto un semibusto nei giardini di via Palestro, presso quella stessa Porta Venezia che lo aveva visto, giovanissimo, sulle barricate.